Testo del discorso d'apertura alla Conferenza Internazionale "Financing the Eusair"

Cesenatico, 28 ottobre 2017

Buongiorno a tutti e un sincero ringraziamento per la vostra presenza.

E’ con grande piacere che apro i lavori di questa conferenza, ringraziando i colleghi membri di governo dei paesi adriatici presenti; gli ambasciatori; i rappresentanti delle Istituzioni Finanziarie internazionali; i tecnici e gli accademici che ogni giorno hanno il compito di fare camminare la Strategia EUSAIR.

Ho fortemente voluto che fossimo qui a Cesenatico, e ringrazio l’Amministrazione comunale per il sostegno e la collaborazione nell’organizzazione di questo evento.

L’Europa non è solo quella delle capitali e dei grandi centri. Non è solo quella dei vertici e dei palazzi di Bruxelles. C’è un’Europa delle piccole città, delle regioni, che in modo silenzioso ma fondamentale non si ferma mai e lavora costantemente per tessere reti e favorire scambi, per alzare lo sguardo e prendere il largo.

Quando Leonardo Da Vinci progettò il porto di Cesenatico realizzò un’opportunità di aprire quel mondo, il suo mondo agli scambi, alla conoscenza, all’intreccio di storie e culture. Secoli più tardi, con lo stesso spirito, altre donne e uomini hanno pensato il mondo che conosciamo: cercando di costruire strade anziché costruire recinti, di avvicinare le persone e le loro idee anziché di allontanarli.

Eusair nasce direttamente da questo pensiero. Di fronte a un mondo che viaggia sempre più veloce e con differenze sempre più marcate, è assurdo pensare che i popoli delle due sponde dell’adriatico si sentano separati. L’Adriatico non è un Mare, è un lago: un lago tutto europeo che deve unire i popoli. Di conseguenza, la domanda che io faccio questa mattina è molto semplice: secondo voi i popoli adriatici acquistano forza se restano ognuno nel proprio recinto, o se tendendosi la mano accettano la sfida della globalizzazione e rivolgono lo sguardo alla Via della Seta?

Diventiamo più forti e più ricchi se tra di noi aumentano gli scambi, le conoscenze e la cooperazione reciproca o se ognuno pensa a se stesso e alla sua piccola patria? Credo che ognuno di voi, in cuor suo, conosca la risposta. E se la risposta è che dobbiamo collaborare nel nostro stesso interesse, allora ben venga Eusair, ben venga ogni incremento di interazione. Economia, ambiente, cultura e benessere delle popolazioni che si affacciano sull’Adriatico sono strettamente intrecciate e noi vogliamo che questo intreccio continui, si sviluppi e migliori ogni giorno di più. Vogliamo rendere concreto e irreversibile oggi quello che per Leonardo era un passo avanti nell’interazione tra i popoli. Un passo avanti coraggioso, che però ne richiedeva molti altri successivi.

Quindi l’obiettivo della giornata di oggi è molto concreto: mettere a confronto istituzioni, mondo del credito europeo e nazionale e privati, dando l’opportunità alle realtà finanziarie di illustrare strumenti e opportunità per sostenere i progetti macroregionali, e ai soggetti privati e pubblici di spiegare limiti e potenzialità della propria azione nel quadro della Strategia. Quella di oggi è un’occasione per fare politica, per mettere insieme vari strumenti a sostegno dello sviluppo cui il Governo italiano ha lavorato sin dal 2014: il Piano Juncker per gli investimenti, un maggiore coinvolgimento da parte delle Istituzioni finanziare, la Strategia Eusair stessa, le potenzialità derivanti dalla Presidenza Italiana 2017 di Eusair e dell’iniziativa Adriatico-Ionica. Tutti strumenti che esistono ma che oggi non si parlano come dovrebbero. Invece noi vogliamo usarli per portare più investimenti nell’area adriatica.

Ecco perché ci siamo rivolti al territorio, coinvolgendo gli attori del mondo produttivo e le istituzioni locali: perché essi abbiano la possibilità di una sempre maggiore conoscenza delle potenzialità offerte, perché sappiano che le soluzioni spesso sono molto più vicine di quanto si possa pensare.

Per un’Europa che guardi davvero alla Via della Seta come a un obiettivo strategico, la costruzione di ponti tra le due sponde deve avvenire il più rapidamente possibile. E’ attorno al mare, pensato come risorsa da sfruttare e al contempo da tutelare, che ruotano i quattro pilastri della Strategia: crescita blu, connettività/infrastrutture, qualità ambientale, turismo sostenibile. Il Governo ha creduto da subito nell’importanza di accompagnare una strategia capace di coinvolgere 70 milioni di cittadini, otto paesi – di cui quattro membri dell’UE – e più in generale un’area che storicamente è sempre stata pronta a tessere relazioni, scambi e commerci.

EUSAIR è lo strumento che può rappresentare meglio l’idea di Europa che abbiamo: un’Europa che facilita gli scambi e costruisce relazioni dal basso, ascoltando i bisogni dei propri territori e sostenendone progetti e idee. Ma anche un’Europa che non guarda solo al proprio ombelico, e invece accetta di usare la sua forza di pace per dialogare con chi ambisce a farne parte. Proprio per questo, la regione adriatico - ionica assume per il Governo italiano un’importanza fondamentale: e ciò non solo in chiave di opportunità di sviluppo economico, ma anche perché costituisce uno strumento per accompagnare il processo di allargamento nei Balcani occidentali. La politica regionale gioca infatti un ruolo fondamentale anche nel rafforzare il cammino dei Paesi dei Balcani verso l’integrazione nell’unione.

Eusair è stata una delle grandi priorità territoriali del Semestre di Presidenza Italiana del 2014, il Governo l’ha fortemente voluta e ci ha lavorato con convinzione fin dall’inizio. A dicembre 2014 eravamo a 30 chilometri da qua, a Rimini, per lanciare ufficialmente la strategia. Tre anni di vita sono veramente un lasso di tempo troppo breve per tracciare bilanci e conclusioni. Specialmente se consideriamo l’appartenenza alla strategia di Paesi molto diversi tra loro: non solo nel percorso di adesione alla Ue, ma per strutture statali, differenze socio-economiche, obiettivi nazionali. Per avere successo, Eusair ha bisogno di uno sforzo congiunto: la semplice spinta di Governo e Regioni non può bastare, occorre coinvolgere fino in fondo le amministrazioni locali e la società civile.

Tuttavia, passi in avanti esistono e si possono individuare: la strutturazione di una governance multilivello, la buona gestione di programmi come Adrion, su cui spiccano i meriti della Regione Emilia-Romagna, la creazione di “Facility Point” per sostenere attività tecniche che concorrano alla realizzazione della Strategia.

Permettetemi poi di citare un settore su cui abbiamo già ottenuto buoni frutti: quello della prevenzione e contrasto delle irregolarità e frodi nell’ambito dei programmi di cooperazione territoriale europea. Il ruolo giocato dall’Italia all’interno del progetto “IPA-Adriatic” (pensato per fornire strumenti di assistenza ai Paesi che chiedono l’adesione alla Ue) è un punto di riferimento e supporto nei confronti dei paesi partner dell’area adriatica. Si tratta di un’azione di partenariato inedita, in cui il nostro Paese ha un ruolo cruciale con l’obiettivo di una sempre maggiore efficacia della lotta alle frodi.

L’Italia è pronta a collaborare con tutti i Paesi dell’area per continuare a migliorare il funzionamento di EUSAIR.

La prossima Presidenza di EUSAIR, a oggi detenuta dal nostro Paese, a partire da giugno 2018 sarà assegnata al Montenegro. Non posso che essere felice dunque della recente creazione di un Ministero ad hoc per gli Affari Europei a Podgorica, e siamo sicuri che il Montenegro saprà garantire un contributo fondamentale all’implementazione della Strategia.

Dipenderà da noi riuscire a far diventare EUSAIR uno strumento capace di uscire dalle difficoltà tecniche e dalle complessità burocratiche per farlo vivere e avere il potere di cambiare la vita dei nostri cittadini. La giornata di oggi ha, in piccolo, l’ambizione di arrivare proprio a questo.