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Finalmente, bene o male, qualcosa si muove nel nostro PD. Dopo (troppo) lunghe discussioni, siamo arrivati alle due soluzioni più evidenti, di buon senso ancor prima che politicamente opportune: la candidatura della Bonino in Lazio e le primarie in Puglia. Sì, è vero, potevamo arrivarci diversamente. Avevamo proposto la Bonino già in novembre. E Boccia non andava presentato in quel modo in Puglia, quasi come condizione assoluta nel nome e nelle modalità imposta dall'UDC e subito da un PD che sta costruendo l'alternativa politica nazionale a PDL e Berlusconi.  Questa è stata la percezione, giusta a mio avviso, dei nostri elettori e dell'opinione pubblica. Ora però si andrà alla primarie, il centrosinistra avrà due possibili candidati validi, si deciderà. Rimangono aperte altre questioni, tra queste l'Umbria, in cui dovremmo dire che il tempo della ricreazione è finito e che dato che l'accordo tarda a venire, sarebbe bene che tutti i vari nomi si confrontassero e presentassero i loro programmi e le loro idee per l'Umbria attraverso le primarie. Ma le incertezze, gli errori, le frasi usate in questi passaggi - e anche la foto sul Corriere della sera di oggi di Dalema accanto a Boccia, che diceva molto da sè....- mi hanno fatto molto pensare. E credo che, dopo tutto, confermino il deserto politico in cui ci troviamo in Italia: una destra con un padrone e ormai subordinata alle scelte ideologiche e strategiche della Lega Nord nella sua azione di governo; un centro/UDC che sempre di più rivendica la sua politica da "Prima Repubblica", teorizzando e lavorando per il superamento del bipolarismo (Casini che si confronta a Craxi...); un centrosinistra e un PD che dimostra ancora di più dopo il congresso il bisogno urgente di nuove idee e nuove persone. Perchè le idee continuano a non esserci (le candidature alla regionali sono state di nuovo un totonomi, mentre avremmo bisogno di un totoidee...) e le persone non sono in grado di incarnare quel rinovamento di cui ha bisogno il paese. E' questa una classe dirigente che ha perso le sue battaglie contro le destre, ma è riuscita a vincere, sinora, e a nostre spese, quella dell'autoconservazione e della cooptazione. La battaglia deve continuare, allora, a partire dalle regionali, perchè è evidente che lo spazio politico va conquistato. Per questo, occorrono delle idee forti; perchè ormai alle idee forti l'attuale classe dirigente non riuscirà più a mettere delle barriere. In Umbria, alcuni giovani dirigenti hanno rilanciato proprio il dibattito sulle idee, per ora nel deserto; ma è questo l'unico modo per trovare consensi dentro e fuori il partito, consensi nuovi, freschi, rivolti a costruire il futuro e non a conservare le posizioni passate. Per questo, anche in altre regioni, come in Puglia, attenti a quelle "foto", attenti - "giovani dirigenti" - a non pensare che basti la parola innovazione. perchè l'attuale classe dirigente si sta impossesando anche di quella, in modo gattopardesco ovviamente, perchè ancora una volta tutto rimanga come è ora. Solo con le idee il nostro PD potrà tornare a fare opinione. Oggi si sta limitando a gestire voti tradizionali e clientele. L'unica novità, tattica ma non strategica, è l'apertura all'UDC, ma da sola non basta. Senza idee, il PD rimarrebbe in questo pantano di doppiezza e ipocrisia. Questa battaglia dobbiamo cominciarla dalle regionali, lavorando per vincere, ma facendo  soprattutto vincere quelle idee, e quei candidati, che possono permetterci di tornare a parlare ad una società in cui i bisogni si sono frammentati, ritrovando una capacità di rappresentanza che abbiamo perduto. Idee e candidati che ci permettano di recuperare la capacità - persa da gran parte della politica (eccezion fatta forse per la Lega, anche se in negativo...) di leggere esigenze che la società ha ormai  già anticipato. Come mi  diceva un democratico umbro oggi, mai come oggi agenda politica e agenda sociale si sono scollate, allontanate. Nulla di più concreto delle idee allora, per tornare ad un patto fondamentale con i cittadini. E' molto in salita, le resistenze sono tantissime, io  stesso ne devo affrontare ogni giorno. Perchè questi discorsi danno molto fastidio. Perchè la nostra dirigenza ha perso di vista la nozione di interesse generale. Perchè l'Italia ha bisogno di aprire un nuovo ciclo con nuovi interpreti.  E il modo in cui la vicenda della regionali è stata ed è gestita mi sembra non faccia che dimostrarlo.

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