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Velino 2 febbraio 2010

"Campania e Umbria – scrive Monica Guerzoni sul CORRIERE DELLA SERA - fanno tremare il Pd. Da Napoli Antonio Bassolino lancia un siluro contro il neo-candidato alla presidenza della Campania, Vincenzo De Luca. E da Perugia il veltroniano Mauro Agostini si ritira dalle primarie umbre e fa deflagrare lo scontro tra le varie anime del Pd. Un tutti contro tutti che rischia di ridisegnare i rapporti di forza interni, aprire interrogativi sul dopo-Regionali e spezzare l'asse, gia' traballante, tra Veltroni e Franceschini. A Napoli dunque, a margine dell'incontro con il presidente della Rai Garimberti, un cronista avvicina Bassolino e gli chiede un giudizio sulla candidatura di De Luca. E il presidente della Regione: 'E' sconcertante e politicamente incomprensibile che non si sia ricercato con la determinazione necessaria un accordo su nomi esterni a singoli partiti, ma capaci di unire la coalizione'. Bassolino ne fa uno per tutti, quello del rettore della Federico II, Guido Trombetti: 'E' del tutto evidente il vantaggio politico di un nome esterno e nuovo rispetto ad ognuna delle possibili candidature provenienti sia dal Pd sia da altre forze politiche'.  Salvo colpi di scena De Luca resta in corsa, ma l'affondo di Bassolino segnala il malessere che, dalle regioni, contagia i vertici nazionali. E in Umbria il clima e' ancora piu' esplosivo. Il senatore Mauro Agostini, ex tesoriere di Veltroni nonche' candidato unico (fino a due giorni fa) delle primarie di domenica prossima, si ritira dalla gara a tre contro Gianpiero Bocci e

Catiuscia Marini. Attacca a tutto campo, Agostini. Denuncia un 'confuso e opaco dispiegarsi di apparati e filiere che stanno infeudando il percorso delle primarie'. Accuse pesanti - prosegue Guerzoni sul CORRIERE DELLA SERA - rivolte non solo e non tanto contro la candidatura della bersaniana Marini, quanto contro la sua componente: l'Area democratica guidata in condominio da Franceschini e Veltroni. Per Agostini la discesa in campo di Bocci - deputato ex popolare spinto da Fioroni, Marini, Fassino e Franceschini - che in principio lo aveva sostenuto e appoggiato, e' stata 'una coltellata alla schiena'. Agostini parla di 'doppiezza e slealta'', grida al 'trasformismo' e al 'tradimento', dice che non fara' campagna per nessuno e fondera' un'associazione per una nuova politica. 'Il gesto di Mauro va capito e rispettato perche' e' a difesa dell'idea limpida delle primarie', lo appoggia Walter Verini, che di Veltroni e' stato il braccio destro. L'ex segretario e' furibondo. Nell'ultimo vertice di Area democratica Veltroni aveva posto l'ultimatum 'primarie o salta tutto' e ora hanno ripreso a girare le voci secondo cui il suo attivismo potrebbe presto sfociare in clamorose iniziative. Parlando con i suoi Veltroni non ha fatto mistero di avere idee 'molto diverse' sul ruolo presente e futuro dell'opposizione interna. La rottura e' nell'aria e domani, quando Franceschini riunira' i parlamentari di minoranza, si capira' quanto serie siano le conseguenze della vicenda. Nel mirino dei veltroniani c'e' anche la fassiniana Marina Sereni. 'Capisco l'amarezza, la delusione e anche l'arrabbiatura di Agostini - si giustifica la vicepresidente del Pd - ma nessuna slealta', ne' manovre occulte. La maggioranza di Ad ha ritenuto la candidatura di Bocci in grado di andare oltre i confini del congresso'. Le carte nel Pd si stanno 'rimescolando', ammette la Sereni e spera che 'non ci siano riflessi importanti nella vicenda nazionale'. E Beppe Fioroni - conclude Guerzoni sul CORRIERE DELLA SERA - difende la scelta 'democratica' di Bocci: 'Ad in Umbria ha 103 delegati e piu' di 90 hanno votato per lui...'".

"Vincenzo De Luca rifarebbe tutto, 'dalla A  alla Z'. Il candidato del Pd in Campania - scrive ancora

Monica Guerzoni sul CORRIERE DELLA SERA - non accetta lezioni di moralita' e si dice 'orgoglioso' della vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto. 'Sono inquisito per aver difeso il posto di 200 lavoratori' ha detto il sindaco di Salerno a L'Unita', che ha dedicato al caso due pagine di stampo ipergarantista. Ma il Pd e' spaccato. La maggioranza lo difende, pero' in tanti si interrogano. Ammesso che di truffa e concussione si sia trattato, esiste il reato a fin di bene?

'Nessun guadagno ne' vantaggi personali' titola il quotidiano diretto da Concita De Gregorio, ma non sarebbe stato meglio - per il dopo-Bassolino - schierare un nome estraneo a ogni inchiesta? 'Credo sia un candidato forte', concede il sindaco  di Torino Sergio Chiamparino, ma nel merito della vicenda non vuole entrare. Jean Leonard Touadi, deputato molto vicino a Dario Franceschini, ha fama di garantista eppure afferma che 'il Pd avrebbe dovuto selezionare un candidato con una reputazione specchiata e a prova di ogni sospetto'. Premesso che De Luca e' stato 'un buon amministratore' e che fino a prova contraria vale la presunzione di innocenza, Touadi ne fa una questione di opportunita' politica: 'Il fatto che Idv e Sinistra Ecologia e Liberta' siano su posizioni ostili e' un problema'. Anche per Giovanna Melandri la questione e' politica, prima che giudiziaria. 'Mi preoccupa che in Campania non si formi attorno al sindaco di Salerno un'alleanza sufficientemente ampia - chiede un passo indietro l'ex ministra - Forse e' tardi per trovare una candidatura in grado di battere il Pdl, ma non possiamo lasciare scoperto il fianco'. Il pressing della minoranza - prosegue Guerzoni sul CORRIERE DELLA SERA - sta crescendo di intensita', ma rimettere in discussione la scelta non sara' facile. 'De Luca si espose a un rischio per difendere posti di lavoro – lo difende Andrea Orlando, responsabile Giustizia- Cosa ben diversa dall'arricchimento personale o da forme clientelari'. C'e' dunque reato e reato, onorevole Orlando? 'Il reato e' tutto da dimostrare. Speriamo che il tentativo di difendere i lavoratori si riveli conforme alla legge'. Lo sperano in tanti dentro il Pd, appena scottato dalle dimissioni, a Bologna, del sindaco Flavio Delbono. 'Sarebbe bene che il partito tenesse una linea univoca - invoca rigore Sandro Gozi, ex prodiano ora vicino a Ignazio Marino - La Campania e' diversa dall'Emilia, ma statuto e codice etico devono valere per tutti, da Bolzano alla Sicilia'. Come dire che non si puo' indurre Delbono alle dimissioni perche' indagato e, intanto, candidare De Luca. 'Se un amministratore commette un reato va condannato, anche se a fin di bene', premette il prodiano Mario Barbi: 'Proprio perche' le inchieste non sono arrivate a giudizio e la questione e' delicata e incerta, sarebbe stato bene indire le primarie e coinvolgere nel dibattito anche chi ha dubbi o e' contrario'. Ignazio Marino dubbi non ne ha. Sostiene De Luca, pero' chiede a Bersani di 'azzerare il tesseramento in Campania, per poi ripartire distinguendo i buoni dai cattivi'. Per il senatore Luigi Lusi il sindaco di Salerno e' nella lista dei buoni: 'Comprendo che un amministratore eletto direttamente dal popolo prediliga una giusta attenzione ai lavoratori in difficolta', anche a costo di violare la legge e subirne personalmente il danno".
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