Intervento alla Camera sul Decreto Milleproporghe
Discussione del disegno di legge: S. 1955 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, recante proroga
22 febbraio 2010
Signor Presidente, il calendario dei lavori dell'Assemblea non aiuta il Governo, anzi, il Governo non aiuta sé stesso e, se continua così, verrà travolto dalle sue contraddizioni. Non mi dispiacerebbe che il Governo venga travolto dalle sue contraddizioni, ma mi preoccuperebbe un po' di più se ad essere travolto fosse il nostro Paese in un contesto che lo vede sempre più in difficoltà e sempre più marginale rispetto al resto dei Paesi europei.
Il Governo non aiuta sé stesso perché, dopo la sconfitta politica e parlamentare della scorsa settimana, qui in Aula, sulla
Tra l'altro, rivolgo un invito bipartisan, signor Presidente: cominciamo ad usare termini che siano comprensibili ai più, ai comuni mortali, facciamo questo sforzo, perché nessuno dei nostri cittadini capisce cos'è un decreto-legge milleproroghe. La colpa non è certamente di questo Governo, ma cerchiamo di uscire dalla logica tipica del microcosmo politico romano e spieghiamo ai cittadini cosa sono questi oscuri provvedimenti.
Questo decreto-legge milleproroghe è particolarmente oscuro e particolarmente sbagliato. Esso è il combinato disposto tra
Certo, si tratta di uno sbaglio, in genere, di vari Governi ma uno sbaglio che questo Governo ha fortemente aggravato, facendo un ricorso sistematico - e quindi eccessivo, proprio perché straordinario - alla decretazione d'urgenza e alle ordinanze della Protezione civile. Delle ultime abbiamo già abbondantemente parlato la scorsa settimana, mentre della prima dobbiamo parlare questa settimana. È un brutto mix di mancanza di trasparenza e anche, in parte, di mancanza di legalità, quanto meno comunitaria. Tuttavia, tornerò nella seconda parte del mio intervento su questo aspetto.
Ma vediamo un po' alcuni dati che credo siano importanti perché altrimenti sarebbe troppo facile per il Governo dire che queste sono solo parole. Vediamo
Il primo dato è incontrovertibile, perché anche rispetto alla precedente legislatura si manifesta un andamento sostanzialmente costante del numero assoluto dei decreti-legge emanati. Infatti, siamo già a più di 52.
Il secondo punto è relativo all'analisi quantitativa. In questa parte del mio intervento svolgerò un'analisi quantitativa e poi verrò - Ministro per Ministro coinvolti in questo provvedimento - ad una più qualitativa o, meglio, scarsamente qualitativa.
Tornando, appunto, all'analisi quantitativa - quindi articoli, commi e caratteri a stampa pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, che forse può parlare un po' alla gente - si evidenzia, nella XVI legislatura, un netto aumento della regolazione complessivamente approvata per decreto-legge. Siamo esattamente a un bel più - anzi un brutto più - 66 per cento.
Il terzo elemento quantitativo è la tendenza di crescita dei contenuti durante la conversione in legge dei decreti-legge. Si tratta di una crescita che è veramente esponenziale. Infatti, in questa legislatura è pari a più 70 per cento.
Il quarto punto è che la percentuale dei decreti-legge valutabili come intersettoriali - e quindi eterogenei - è pari a 11 decreti-legge emanati in questa legislatura, cioè un 25
Si è accentuato, poi, in questo inizio di legislatura il ricorso ai voti di fiducia sul disegno di legge di conversione. Infatti, siamo a una media che è ben oltre il 30 per cento. È stato approvato con votazioni di fiducia il 68
Il settimo elemento quantitativo è che, nonostante i provvedimenti urgenti abbiano investito la quasi totalità dei settori normativi, vi sono decreti-legge a contenuto tipico e, diciamo così, «ricorsivo», quali la proroga termini, le missioni internazionali e l'adempimento di obblighi comunitari. Su quest'ultimo punto - su cui ritornerò - state veramente dando il peggio di voi stessi con la legge comunitaria del 2009, ancora da approvare, e decreti-legge milleproroghe che prorogano, anziché sanare, delle situazioni di infrazione.
Vi sono, poi, aree specifiche in cui la decretazione interviene con maggiore sistematicità quali l'ambiente, la sicurezza e, immancabilmente, l'economia.
Quindi cosa si registra? Si registra un progressivo slittamento della regolazione (soprattutto economica e finanziaria) dalla legge finanziaria ai provvedimenti urgenti e anche su questo punto tornerò, rivolgendomi all'ineffabile Ministro Tremonti.
È poi frequente in questa legislatura, molto più che rispetto alle altre, la concatenazione dei provvedimenti di urgenza finalizzati a correggere o integrare discipline adottate con decreti precedenti in un arco di tempo estremamente ridotto. Da tale fenomeno discende che è stato evidentemente compresso, per le modalità attuate, l'esercizio del ruolo del Parlamento.
Signor Presidente, gradirei che il rappresentante del Governo ascoltasse gli interventi in Aula dato che è dovere del Governo quando è in Aula ascoltare quanto
Dicevo che è stato compresso l'esercizio del ruolo del Parlamento. Non sono parole mie, né dell'opposizione, ma del Presidente della Repubblica che ha aggiunto anche che tutto ciò finisce per gravare negativamente sul livello qualitativo (ecco, dalle quantità passiamo alla qualità) dell'attività legislativa e sull'equilibrio del sistema delle fonti.
Quindi a cosa siamo chiamati? Siamo chiamati a ricercare nuovi strumenti per esercitare le fondamentali funzioni di discutere e legittimare l'indirizzo politico e di controllare lo svolgimento nel concreto dell'articolarsi delle singole politiche.
È chiaro che dobbiamo riflettere sul ruolo del Parlamento e sul ruolo in generale della funzione legislativa che va certamente interpretata in chiave evolutiva, ma che non può essere costantemente ristretta e marginalizzata come accade a causa della strategia seguita da questo Governo.
Il Presidente
Dicevo che il calendario non vi aiuta neppure dal punto di vista qualitativo, perché in pochi giorni vediamo sfilare in Parlamento una serie di forzature che fate al rapporto tra Governo e Parlamento e al metodo democratico e vediamo l'approssimazione, l'improvvisazione e anche un po' l'arroganza di questo Governo e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, come ho già detto: marginalizzazione del Parlamento in primo luogo, negazione del suo ruolo, annullamento delle sue prerogative. Ce n'è un'altra, leggermente più nascosta, ma che è altrettanto grave e che è l'assoluta carenza di chiarezza normativa, ossia la totale incertezza giuridica e quindi la violazione di quel diritto alla certezza del diritto che più volte di recente è stata rilevata dalla Corte
Ma questi sono solo aspetti giurisprudenziali: ci sono anche delle forti contraddizioni politiche, proprio rispetto agli impegni che voi stessi assumete e dite di aver assunto a livello europeo. Infatti, siete in netta controtendenza con un altro degli obiettivi politici indicati dall'Unione europea, quello della semplificazione normativa e amministrativa e non solo per le cifre che ho dato nella mia introduzione.
È un paradosso, in particolare per il Governo italiano rispetto agli altri Governi europei, perché questo Governo ha addirittura istituito un Ministro per la semplificazione. Si tratta di una vera presa in giro quella che Calderoli sta facendo agli italiani. È una presa in giro se il Ministro è consapevole del fatto che, anziché semplificare il quadro normativo, lo state complicando con la decretazione d'urgenza. Anziché ridurre la metratura di norme nella Gazzetta Ufficiale, la metratura aumenta con la vostra decretazione d'urgenza. Oppure si tratta di una manifestazione di incompetenza, qualora il Ministro non ne fosse consapevole. Però qualcosa mi spinge ad optare per la prima opzione: una presa in giro consapevole degli italiani.
Tra l'altro siete in controtendenza non solo con gli impegni europei, ma anche con quanto sta accadendo nei singoli Paesi europei e la questione va addirittura al di là delle responsabilità gravissime del Governo. Vorrei ricordare un caso recente francese che credo sarebbe istruttivo, sul quale anche il Governo e altri organi costituzionali, potrebbero riflettere.
Consiglio a Calderoli di adottare lo stesso metodo: anziché il metodo taglia-enti che sbandiera senza poi applicare, potrebbe in questo modo, seguendo proprio il ragionamento e il metodo del
L'ineffabile Ministro, infatti, ci aveva spiegato che, grazie al suo genio (che gli riconosce solo Berlusconi, ma così continuiamo a leggere delle genialità
Vediamo un attimo alcuni aspetti più strettamente legati alla politica economica. Innanzitutto c'è un atteggiamento già grave dal punto di vista costituzionale, e ho ampiamente illustrato le ragioni di questa gravità nel rapporto tra organi costituzionali dello Stato e tra Parlamento e Governo in particolare. Questo atteggiamento è ancora più grave nell'attuale fase di crisi economica, è ancora più grave che in una tale fase Governo e maggioranza sfuggano alle loro responsabilità. Quali sono dal punto di vista della politica economica queste responsabilità? Innanzitutto il Governo avrebbe la responsabilità di ricercare delle soluzioni vere e concrete per avviare una vera ripresa economica e dare almeno una primissima spinta ad uno sviluppo del Paese che ancora appare molto lontano.
Con la vostra propaganda - a proposito della crisi economica che c'è e non c'è, c'è ma non ci colpisce, o ci colpisce ma non come gli altri - state veramente intossicando l'informazione e state ingannando l'opinione pubblica, ma non state cambiando la realtà. La realtà, dal punto di vista della politica economica, è la vostra inerzia. Un'inerzia colpevole e irresponsabile che le vostre bugie, che abbiamo ascoltato ieri di nuovo telefonicamente con le parole del Presidente del Consiglio Berlusconi, cercano di coprire. Un'inerzia che avete addirittura l'ardire di voler far passare come strategia diffondendo dati falsi, in base ai quali l'Italia si starebbe riprendendo prima e più rapidamente degli altri Paesi della zona euro. C'è inerzia e miopia, se vogliamo darvi un minimo di buona fede, in quello che state facendo.
Non possiamo, come invece voi state facendo, accontentarci di tenere, con molta fatica e con vari errori, sotto controllo la spesa pubblica - ma c'è un punto interrogativo in proposito e tornerò su questo aspetto - e aspettare in modo parassitario gli eventuali o alcuni eventuali effetti positivi di politiche espansive di altri Paesi europei della zona euro o dell'amministrazione statunitense.
Inerzia irresponsabile e falsità emergono con chiarezza anche tra le righe di questo decreto-legge. Vediamo perché: da questo decreto-legge emerge, questo sì molto chiaramente, che il Governo ha preso atto del fallimento della sua gestione
Senza parlare poi delle evidenti spinte settoriali e lobbistiche a cui prestate il fianco in maniera molto chiara con questo provvedimento. Infatti questo decreto è evidentemente il frutto di mediazioni non troppo trasparenti e comunque certamente molto confuse: deviazioni confuse e oscure che vanno a danno del Paese.
Non è vero, infatti, che, al contrario di quanto ci dicono il Presidente del Consiglio e il Ministro dell'economia e delle finanze, andiamo meglio di altri. Vediamo perché: abbiamo visto qualche cifra sull'urgenza-emergenza costituzionale rispetto ai decreti-legge e vediamo qualche altro elemento di comparazione e qualche altra cifra rispetto all'emergenza di politica economica alla quale ci state portando.
Innanzitutto, crescevamo meno degli altri prima di entrare nella crisi e ciò è dovuto a carenze strutturali del nostro Paese che hanno le loro radici molto lontano (ne do atto). Ora, però, stiamo andando a un passo molto più lento: usciremo dalla crisi - secondo le proiezioni dell'OCSE e anche quelle che voi invocate, dovreste leggerle meglio, fra analisi reale e prospettive - molto più tardi e molto più lentamente degli altri Paesi e abbiamo subito un colpo durissimo alla nostra ricchezza nazionale, perdendo in questa crisi ben otto anni di ricchezza nazionale, mentre la media della zona euro è di quattro-quattro e mezzo. Ciò vuol dire che impiegheremo, in assenza di scelte strategiche di politica economica (che continuiamo a non vedere da parte del Governo), almeno il doppio del tempo rispetto ai nostri partner della zona euro per tornare non a una situazione idilliaca, ma alla situazione del 2007, che già ci vedeva in forte difficoltà rispetto alle altre grandi economie della zona euro.
Questo vorrebbe dire andare meglio degli altri Paesi? Io non so su quali basi pronunciate affermazioni così lontane dalla realtà, ma la situazione è ancora più grave e il decreto-legge in esame ne è
In quel decreto-legge erano contenuti obiettivi di risparmio da assegnare amministrazione per amministrazione, c'erano i piani di autoristrutturazione per ogni singolo settore amministrativo, venivano introdotti controlli del Ministro dell'economia e delle finanze di coerenza tra le scelte delle singole amministrazioni e gli obiettivi fissati dal Governo e veniva anche menzionata la possibilità di irrogare sanzioni nel caso in cui un'amministrazione non avesse raggiunto gli obiettivi indicati.
Noi ci eravamo opposti, nel
Prima di passare al terzo punto dolente - ce ne sono tanti, ma quelli di questo provvedimento su cui mi vorrei concentrare sono il rapporto tra Governo e Parlamento e gli aspetti di politica economica - che è l'aspetto relativo all'aggravamento della situazione dei nostri rapporti con l'Unione europea che questo decreto-legge provocherà, vorrei anche ricordare - probabilmente è stato fatto da altri colleghi, ma credo che per la cronaca sia importante che rimanga agli atti parlamentari - che in questo, me lo consenta, signor Presidente, «bestiario» (vedrà perché uso questa espressione), vi è anche qualcosa che riguarda i cani di razza. Pag. 38Però, caro rappresentante del Governo, il problema è che non sono di razza i vostri provvedimenti.
L'articolo 10-quater proroga fino al 30 aprile
Però vi è un altro aspetto, meno folcloristico; non che disattendere le sentenze del TAR sia folklore, ma questo aspetto è meno folcloristico perché ha implicazioni molto più ampie del disciplinare del libro genealogico del cane di razza. Mi riferisco allo scudo fiscale, non per i cani di razza, ma per altri tipi di individui. Su di esso vi è stata una polemica assolutamente disarmante, in cui, addirittura, il Governatore della Banca d'Italia è stato accusato di essere il leader dell'opposizione dal Ministro Calderoli.
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